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FORMULA 1 | GP GRAN BRETAGNA 2026 | Welcome back, Charles

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Gran Bretagna 2026 | Leclerc vincitore

FORMULA 1 | GP GRAN BRETAGNA 2026 Charles Leclerc centra una vittoria storica nel GP di Gran Bretagna, disputatosi sull’altrettanto storico circuito di Silverstone. Una vittoria storica perché, per la prima volta nella sua carriera, Charles Leclerc è stato incredibilmente fortunato. Addirittura non è nemmeno piovuto…

Il weekend della Ferrari era già partito bene, con la pole di Hamilton nella gara sprint, pole che si sarebbe poi tradotta in un secondo posto dopo una bella lotta con Antonelli, bravissimo nello sverniciare il campione inglese a casa sua, per poi non beccarsi nemmeno un fischio sul podio, weekend che sarebbe proseguito con il primo posto in qualifica del bolognese proprio davanti alle due Ferrari.

Allo spegnimento dei semafori, il monegasco ha autorevolmente preso la testa della gara, mentre il golden boy, incappando in uno dei suoi cronici pattinamenti, si faceva sfilare anche da Hamilton, ritrovandosi così terzo. Il dato positivo è comunque il fatto che la Ferrari si sia costantemente mantenuta sugli stessi tempi della Mercedes, dimostrando una velocità inaspettata e, soprattutto, inspiegabile per gli stessi uomini del muretto. Reduci dal disastro di Zeltweg, i tecnici di Maranello non hanno potuto fare altro che allargare le braccia e prenderne atto. Forse Vasseur è l’unico che ha capito tutto…

Leclerc ha comunque dominato grazie anche alla discutibile scelta strategica delle frecce d’argento di allungare inverosimilmente lo stint di Antonelli con le gomme medie (34 giri!), per poi costringerlo a tenere un ritmo forsennato nella seconda parte di gara e ricucire il distacco da Leclerc, puntando sul fatto di avere pneumatici più freschi. Qui Antonelli ha dato l’ennesima dimostrazione del suo talento e dell’enorme potenziale che sicuramente esprimerà in futuro: prima ha iniziato a bastonare a suon di giri veloci recuperando su Leclerc, poi, incappando in un problema ad una sospensione, ha deliberatamente ignorato l’ordine di ritirare la macchina e ha proseguito, adattando il suo stile di guida ad un comportamento anomalo della sua monoposto, al punto di trovarsi con il volante storto in rettilineo, tutto pur di riuscire a portare a casa almeno un punto, sapendo di dover affrontare un campionato che, ben presto, diventerà combattutissimo. Il battibecco tra Kimi e Bono, il suo ingegnere di pista, già abituato a gestire una personalità debordante come quella di Hamilton, ha toccato delle vette degne di Verstappen e Lambiase. Purtroppo però, proprio a causa delle difficoltà a tenere in pista la macchina, Antonelli è incappato in una penalità per track limits nel finale, vedendo così vanificati i suoi sforzi.

Chi deve veramente ringraziare la Dea bendata è Russell, che pur non essendo mai apparso in grado di reggere il passo del suo giovane compagno di squadra, grazie alla scelta di non rientrare ai box in regime di safety car, si è visto servire su piatto d’argento un secondo posto che, in termini di classifica iridata assume un peso considerevole. Non a caso, girano voci che la Mercedes sarà costretta a rivedere le dimensioni del suo sedile…

Chiude il podio Hamilton, che a Silverstone ha un po’ ricoperto il ruolo che di solito spetta a Leclerc, ovvero quello di vittima predestinata degli errori del muretto. Se da un lato è comprensibile approfittare della neutralizzazione per montare gomme soft, dall’altra la decisione di effettuare un doppio pit stop con sir Lewis costretto ad attendere che i meccanici, per quanto velocissimi, terminassero quello di Leclerc, è apparsa al quanto discutibile, avendo vanificato la possibilità di una doppietta.

Dietro a Hamilton troviamo Norris. Il campione del Mondo in carica fa quello che può con una Mc Laren che sembra diventata l’ombra della macchina dell’anno scorso, mentre Piastri, coinvolto in una toccata al via è arrivato addirittura fuori dalla zona punti.

Nota di encomio per Verstappen: l’olandese, finito nella ghiaia a pochi giri dalla fine, provocando così la safety car di cui sopra, è sceso dalla sua Red Bull senza dare in escandescenze. Merito della paternità?

Ottima gara anche per Hadjar, quinto sotto la bandiera a scacchi davanti ai suoi cuginetti Lawson e Linblad, sempre più convincenti con le Racing Bulls made in Faenza.

Arrivederci sul leggendario circuito di Spa, dove speriamo si fermino solo i viandanti…  

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