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FORMULA 1 | GP MESSICO 2026 | Messico e cielo Azzurro

by Massimiliano Franchetto
Andrea Kimi Antonelli Campione del Mondo Formula 1 2026

FORMULA 1 | GP MESSICO 2026 Il Gran premio del Messico, disputatosi sul circuito dedicato a fratelli Rodriguez, ha permesso a Kimi Antonelli, grazie ad un terzo posto tutt’altro che scontato, di laurearsi matematicamente campione del Mondo di Formula Uno 2026, riportando in Italia un titolo che mancava dal 1953, quando Alberto Ascari bissò il risultato della stagione precedente al volante della Ferrari 500 di Formula due. Già, perché in realtà, l’unico italiano a vincere il mondiale al volante di una vera monoposto di F1, fu  Nino Farina con l’Alfa Romeo 159 nel 1950. Poi, a causa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico, prevista per il 1954, decisa per mandare in pensione una generazione di vetture progettate prima dello scoppio della Seconda guerra Mondiale, i campionati del biennio 1952-’53 si disputarono con monoposto di F2, pertanto, senza nulla togliere a “Ciccio” (soprannome affibiatogli da Gianni Brera), gli unici italiani laureatisi campioni del mondo al volante di un’autentica monoposto di Formula Uno rimangono Farina e Antonelli. 

AKA conquista il titolo alla sua seconda stagione, entrando in un prestigioso club composto da Fangio, Villeneuve e Hamilton, lestissimo a portarlo in trionfo sul podio. Con i suoi vent’anni compiuti da poco, è il più giovane campione di sempre e, nel caso la sua carriera dovesse essere lunga come quella di Alonso e Sir Lewis, sembra destinato a battere ben altri record. Noi glielo auguriamo, nutrendo la convinzione che lo sport italiano abbia finalmente trovato, anche nelle quattro ruote, un nuovo Alberto Tomba, un nuovo Valentino Rossi, un nuovo Mennea o nuovo Panatta. Prova ne siano i tentativi di Sinner di farselo amico.

La gara, vinta da Verstappen, è stata caratterizzata dal pasticcio combinato dalle Ferrari al via, con Hamilton che, scattato dalla pole position, è arrivato lungo alla seconda chicane nel tentativo di resistere ad un attacco forse un po’ sopra le righe di Leclerc, costringendo il monegasco a tagliare e ad incorrere in una penalità, spianando così la strada a Max. Le dichiarazioni polemiche dei piloti via radio hanno contribuito ad infiammare un clima all’interno del box già particolarmente teso, conseguenza di una cattiva gestione del rapporto tra due fuoriclasse, ma anche due professionisti che sembra stiano sacrificando la loro indole “aziendalista” in nome di una rivalità interna del tutto controproducente.

Molti commentatori hanno sostenuto che questo patatrac nelle fasi iniziali sia costato una doppietta alle rosse di Maranello, tuttavia a noi rimane il sospetto che Verstappen, partito con gomme medie, avesse in mente una strategia comunque sorniona, anche a prescindere dalla bandiera rossa provocata dal brutto incidente di Bottas, per fortuna senza conseguenze.

Verstappen quindi porta avanti un trend che vede la Red Bull in netto miglioramento, precedendo Hamilton ed Antonelli,  con il bolognese molto deciso nel sorpasso finale su Leclerc, in crisi con le gomme anche a causa di un bloccaggio alla prima curva dopo il secondo start, bloccaggio innescato dal tentativo di resistere ad un furibondo Hamilton assetato di vendetta. Il monegasco è stato comunque bravo a resistere al ritorno di Norris nel finale. Il campione del Mondo in carica ha preceduto Russell, ormai totalmente sfiduciato sia da sé stesso che, forse, dalla Mercedes, al punto da non prendere nemmeno parte alle rituali foto di gruppo con tutta la squadra. Sicuramente qualcuno, da Toto Wolff in giù, si starà chiedendo se trenta milioni all’anno per rinnovargli il contratto siano stati ben spesi…

Rimanendo in tema di “non pervenuti”, come abbiamo già sottolineato anche commentando le gare precedenti, lo spilungone della Mercedes ha preceduto Piastri, settimo con l’altra Mc Laren. L’australiano, lo ribadiamo, appare sempre più l’ombra del pilota che l’anno scorso si è giocato il titolo con il suo compagno di squadra, al punto che ci viene il dubbio che sia stato vittima di un rapimento alieno ed Andrea Stella abbia fatto ricorso ad un sosia.

Nota di encomio per Ryo Hirakawa, al debutto a trentadue anni nella massima formula, in sostituzione del giubilato Ocon: il coronamento di una prestigiosa carriera in altre categorie comunque importanti dell’automobilismo.

Salutiamo Alan Jones, il coriaceo campione del Mondo 1980, nonché il pilota più amato da Frank Williams. L’australiano se n’è andato in queste ore a ottant’anni.

Arrivederci in Brasile, in attesa di sapere se ci saranno modifiche al calendario.

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