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FORMULA 1 | GP MONACO 2026 | Quinta sinfonia di Antonelli

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Monaco 2026 | Start Grand Prix

FORMULA 1 | GP DI MONACO 2026 Kimi Antonelli domina con la sua sfacciata autorevolezza il weekend del GP di Monaco, conquistando pole e vittoria, ma soprattutto dando l’impressione che, tra le sue mani, la Mercedes appartenga ad un’altra categoria, compresa quella del suo compagno di squadra Russell, che ad inizio stagione tutti indicavano come prossimo campione del Mondo.

Il tallone d’Achille dello stacco frizione al via sembra ormai un lontano ricordo per il diciannovenne bolognese, bravo a tenere il comando allo spegnimento dei semafori, per poi prendere il largo ed imporre il suo ritmo, mentre dietro, dopo nemmeno un centinaio di metri, Verstappen era costretto al ritiro, tradito dalla sua Red Bull. Bravi tutti ad evitare la monoposto dell’olandese, che condivideva la prima fila con Antonelli, piantata sul breve rettilineo di partenza del principato.

Il ritiro dell’ex campione del Mondo ha quindi spianato la strada alle Ferrari di Hamilton e Leclerc, tuttavia, se sir Lewis appare sempre più a suo agio sulla SF26, Carletto, fresco di rinnovo contrattuale, sembra iniziare anche lui a soffrire psicologicamente la convivenza con il suo ingombrante compagno di team. Non siamo ancora ai livelli “tormentati e tormentosi” di Russell, sempre più preda di un vittimismo che non ci si aspetterebbe da un pilota di altissimo livello quale lo spilungone inglese certamente è, però è indubbio che Leclerc stia passando una fase estremamente complicata della sua carriera. Conoscendo la proverbiale forza mentale di Hamilton, che in passato ha messo in crisi gente come Alonso, Rosberg e Vettel, non vorremmo che il monegasco diventasse la sua prossima vittima.

A complicare le cose poi ci si è messo, come al solito, il muretto. In una gara dove le penalità per eccesso di velocità in pit lane hanno mietuto più vittime di un autovelox sulle nostre provinciali, gli uomini di Maranello hanno pensato bene, in regime di safety car, di effettuare una doppia sosta chiamando per primo Hamilton, pur sapendo che anche a lui erano stati comminati i famigerati cinque secondi, costringendo così Leclerc a rimanere inutilmente bloccato, oltre che a mettere a dura prova i suoi nervi. Prova ne sia la sua successiva uscita di pista, della quale ha tentato di giustificarsi adducendo problemi ai freni. Non sappiamo se l’assenza di Vasseur, ricoverato d’urgenza per una crisi respiratoria, abbia contribuito a determinare questo gravissimo errore strategico, che, complice una Mc Laren nuovamente incolore, non ha per fortuna inciso più di tanto sulla gara di Hamilton.

Se a Vasseur non possiamo che mandare un caloroso “in bocca al lupo”, chi segue le strategie in pista delle rosse dovrebbe porsi qualche domanda, dato che una leggerezza simile è assolutamente imperdonabile.

Tra le vittime illustri delle penalità dobbiamo segnalare il buon Gasly, al quale è stato letteralmente scippato un terzo posto saldamente tra le sue mani dopo l’incidente di Leclerc, terzo posto portato a casa da Hadjar con l’altra Red Bull, anch’essa rallentata da problemi di motore.

Il tema centrale di questa edizione del GP di Monaco rimane comunque il grande spessore caratteriale che stanno dimostrando sia Antonelli che Hamilton.

Il primo, a soli diciannove anni, sembra sempre più padrone di questo campionato, sovvertendo una gerarchia interna in modo del tutto inaspettato e facendo precipitare il ben più navigato Russell in uno dei momenti più bui della sua carriera. Antonelli si sta dimostrando oltre che velocissimo, assolutamente in grado di reggere la pressione che il suo ruolo di leader del Mondiale comporta, anzi, sembra non esserne sfiorato affatto, mostrando una serenità ed una leggerezza che sembrano aiutarlo a migliorarsi costantemente, anche imparando dai propri errori, come si era già visto in Canada dopo la gara sprint ed il discorso partenze ne è la prova lampante. Basti vedere come ha tenuto testa a Hamilton dopo il secondo start conseguente alla bandiera rossa causata dall’uscita di Leclerc.

Sir Lewis invece, dato per bollito e prossimo al ritiro, trovandosi al volante di una monoposto che lui ha seguito sin dall’anno scorso, ha già centrato due podi di fila, dando la netta sensazione di essersi perfettamente integrato nella squadra, anzi quasi di essere in grado di dirigerla seguendo le sue indicazioni, scalzando così Leclerc dal suo consolidato ruolo di team player.

Vedremo scintille nella seconda parte della stagione?

Intanto aspettiamo Barcellona, tradizionalmente uno dei circuiti più indicativi sulla bontà di una vettura.

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