FORMULA 1 | GP CATALOGNA 2026 Sir Lewis Hamilton torna alla vittoria, dopo un digiuno di quasi due anni, sul difficile circuito di Barcellona, confermando così che i due podi precedenti non erano solo frutto di circostanze fortuite. Il campione inglese ha disputato infatti una gara magistrale, sia per la suntuosa qualità di guida mostrata che per le scelte strategiche, ad iniziare dalla decisione di prendere il via con un treno di pneumatici soft usati, per poi sfruttare il classico undercut ai danni delle Mercedes e sfruttare così il jolly della virtual safety car per effettuare la terza sosta rimanendo al comando. Il sette volte campione del Mondo, forse anche grazie ai suoi famosi dossier sta dimostrando di trovarsi totalmente a proprio agio con la SF26, monoposto sulla quale ha lavorato sin dalla sua progettazione.
Ciò che comunque ha colpito è stata l’efficacia dei primi aggiornamenti portati dalla Ferrari, che hanno permesso alle monoposto di Maranello di lottare alla pari con le Mercedes, benché queste ultime abbiano un po’ fatto hara-kiri, perdendosi in una lotta fratricida che ha permesso a Sir Lewis di tenere un margine di vantaggio tale da non essere mai impensierito dalle Frecce d’Argento.
Russell ed Antonelli hanno corso, senza che il team intervenisse, in stile “Papaya rules” come la Mclaren lo scorso anno e solo la sfortuna ha impedito a Kimi di arrivare secondo. Il bolognese infatti è incappato in un ritiro subito dopo aver sorpassato Russell, ritiro che, alla luce della vittoria di Hamilton e del secondo posto di Giorgione, pesa parecchio in termini di classifica. Se poi, con il proseguire della stagione, la Ferrari dovesse mantenere questo trend, avremo un campionato combattutissimo ed incerto sino alla fine, anche perché, a causa della situazione internazionale, alcune gare potrebbero saltare.
Se Hamilton, ormai sempre più team leader festeggia commuovendosi la sua prima vittoria in rosso a trent’anni di distanza dal primo trionfo di Schumacher proprio a Barcellona, l’altra metà del box ha nuovamente qualcosa da recriminare con la Dea bendata: Leclerc si è infatti complicato la vita in qualifica finendo a muro e trovandosi quindi a dover scattare dalla quinta fila. Tuttavia, a riprova della bontà della SF26, il monegasco è riuscito a rimontare ed a lottare a lungo per il quinto posto con Verstappen, per poi, come al solito ritrovarsi invischiato in una serie di circostanze assolutamente sfavorevoli, come la famigerata virtual safety car che ha favorito la strategia a tre soste dell’olandese. Il ritiro causato da un problema al servosterzo pochi secondi dopo Antonelli è la conclusione emblematica di un weekend difficile, in un momento già di per sé complicato per Charles. Non siamo però in grado di stabilire se vi sia un legame tra tutte queste sfortune ed il suo recente matrimonio…
Complice il ritiro di Antonelli chiude il podio Norris con una Mc Laren che ha dato la sensazione di non essere mai stata veramente in gara, soffrendo per la nota abrasività del tracciato catalano ed il conseguente impatto sugli pneumatici. Il campione del mondo ha così preceduto Verstappen ed un sempre più evanescente Piastri, riportando il team di Woking indietro di due anni.
Se Leclerc ha diritto di recriminare per la jella che lo sta perseguitando, a Barcellona c’è stato chi è riuscito a batterlo, ovvero Hulkenberg. Il tedesco dell’Audi, che poteva portare a casa i suoi primi punti stagionali, mentre tallonava la Racing Bull di Lawson, è incappato in uno dei ritiri più assurdi della Storia della Formula Uno: uscendo da una curva il neozelandese sollevava un po’ di ghiaia ed un sassolino centrava il sensore dell’estintore dell’Audi di Hulkenberg, attivando così il sistema di protezione che spegne all’istante la vettura.
Scommettiamo che qualcuno, nelle prossime gare, andrà incontro a circostanze ancora più assurde? Scommettiamo su chi potrebbe essere? Vi diamo qualche indizio: è monegasco e corre per la Ferrari. Quando si decide ad andare a Lourdes?
Nota di encomio per… Carlo Santi, il nuovo ingegnere di pista di Hamilton, con il quale sembra aver trovato un ottimo feeling, a differenza del suo predecessore Riccardo Adami.
Arrivederci tra due settimane a Zeltweg, come ci ostiniamo a chiamare il Red Bull ring, circuito diversissimo da Barcellona, dove la Ferrari porterà ulteriori aggiornamenti e dove potrebbero esserci altre sorprese.

