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FORMULA 1 | GP ABU DHABI 2025 | and the winner is… Norris!!!

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Abu Dhabi 2025 | Lando Norris

FORMULA 1 | GP ABU DHABI 2025 Max Verstappen vince il GP di Abu Dhabi, disputatosi sul tracciato ormai storico di Yas Marina, l’ultima gara di questo combattutissimo Mondiale 2025, che vedeva arrivare all’ultima tappa tre potenziali campioni a disputarsi la corona iridata. Alla fine l’ha spuntata il favorito, ovvero Norris, capace in ogni occasione di sovvertire la sorte e di superare quei limiti mentali, dai quali non si è mai nascosto, che in qualche modo l’hanno sempre frenato.

L’obbiettivo della Mc Laren è apparso chiaro sin dal via: se a Lando bastava un terzo posto per laurearsi campione del Mondo, il team guidato da Andrea Stella ha fatto di tutto perché ciò avvenisse, anche a costo di non mettere l’inglese in condizioni di disputare una gara in discesa, anzi, possiamo tranquillamente affermare che Lando il suo titolo se l’è sudato eccome. Una partenza prudente dalla prima fila, condivisa, come spesso è già avvenuto con Verstappen, ovviamente aggressivo alla prima curva, l’intelligenza di lasciar sfilare anche Piastri, partito con gomme dure nel tentativo di diversificare la strategia ed il fair play di Leclerc, spesso minaccioso dietro l’inglese ma mai grintoso come sua abitudine, hanno fatto sì che Norris corresse la sua gara tirando fuori il meglio di sé, sia per quanto riguarda le sue indiscutibili doti velocistiche, sia per scatenare il suo tanto criticato scarso spessore agonistico. Il Norris di Abu Dhabi è sembrato un Prost trasformatosi in Senna, costretto a disputare una gara simile a quella di Lauda all’Estoril nell’84, prova ne siano il doppio sorpasso ai danni di Stroll e Lawson e la determinazione con cui ha affiancato Tsunoda, espressamente incaricato di rallentarlo, buttandosi con la macchina sull’erba mentre il giapponese, resosi protagonista di qualche team radio in perfetto stile Raikkonen, lo stringeva un po’ troppo.

L’abbraccio della madre di Norris a Piastri nell’immediato dopo-gara ci ha ricordato molto Marlene Lauda consolare Prost proprio su quel podio dell’Estoril, al termine del famoso “Mondiale del mezzo punto”.

La Ferrari è apparsa tutto sommato competitiva, come ha dimostrato Hamilton rimontando dal sedicesimo all’ottavo posto e, forse, avrebbe potuto portare a casa un podio con Leclerc, quarto sotto la bandiera a scacchi con ben venticinque secondi di margine su un incolore Russell, tuttavia, l’accorta strategia della Mc Laren e, come dicevamo, l’evidente volontà del monegasco di non interferire con la lotta per il Titolo dell’amico Lando, hanno fatto sì che la rossa di quest’ultimo chiudesse questa stagione disastrosa con una quarta posizione.

Le considerazioni finali su questo 2025 appena andato in archivio?

Verstappen ha confermato di essere il migliore, disputando una seconda parte di campionato incredibile e raddrizzando una classifica che sembrava vederlo fuori dai giochi già in estate, arrivando secondo a soli due punti da Norris.

La Mclaren è tornata grande, dimostrando di essere la macchina migliore, tuttavia la superiorità tecnica delle monoposto di Woking è stata messa a dura prova più dalle strategie sbagliate del team e dalle famose “papaya rules” che dagli avversari. A Norris va dato atto di aver saputo rimanere al di sopra delle critiche e degli attacchi dei suoi detrattori, primo fra tutti il dottor Marko, facendosi apprezzare per la sua umanità e per la capacità di gestire la pressione nelle ultime gare, quando sapeva di giocarsi tutto, forse anche la sua carriera. Ora che si è sbloccato gli auguriamo di ripetersi e di mettersi definitivamente alle spalle i suoi fantasmi. Per quanto riguarda Piastri, possiamo tranquillamente affermare che questo campionato l’ha aiutato a crescere, anche umanamente, pertanto siamo certi che abbia un futuro brillante davanti a sé, a patto di non ricadere nella spirale negativa che l’ha attanagliato dopo Baku e dalla quale sembra essersi ripreso solo ora.

Tanto di cappello ad Andrea Stella che ha saputo comunque riportare ai vertici quella che sembrava una nobile decaduta.

Sulla Ferrari non c’è molto da dire: una macchina sbagliata, due piloti eccezionali e qualche mugugno interno da parte di Hamilton più che comprensibile. Del resto, se si ingaggia uno che ha vinto sette Mondiali, forse quando parla di modificare certi metodi di lavoro, vale la pena ascoltarlo. Ma siamo certi che Vasseur abbia già capito tutto, mentre John Elkann forse no.

La Red Bull ha subìto una serie di scossoni interni che probabilmente hanno compromesso la stagione di Verstappen, prima con il passaggio di Adrian Newey all’Aston Martin, poi con la defenestrazione di Chris Horner ed infine con la notizia di queste ore delle dimissioni di Hellmutt Marko, trasformatosi nel corso degli anni da scopritore di talenti in una sorta di Saturno che divora i suoi figli. Tutto ciò renderà sicuramente il team anglo-austriaco un posto migliore, con buona pace di Hadjar, sostituto designato di Tsunoda.

La Mercedes si mette alle spalle un campionato  a corrente alternata, tuttavia ha dimostrato di avere una coppia di piloti fortissima: se Russell era già una garanzia, Antonelli ha fatto intravedere a sprazzi, un potenziale enorme, che ci auguriamo venga confermato da qualche guizzo in più l’anno prossimo.

Nota di encomio a Leonardo Fornaroli, che dopo essersi aggiudicato il titolo di F2 è entrato nel programma di sviluppo della Mc Laren.

 Ma soprattutto nota di encomio per Carlo Vanzini. Se da un lato non abbiamo mai particolarmente amato le sue telecronache un po’ troppo “glam” e sopra le righe, avendo come paradigma la pedanteria di Mario Poltronieri che scandiva le domeniche estive della nostra adolescenza, quando quella brutta bestia ti aggredisce a soli 54 anni, tutto passa in secondo piano, quindi, per quel che può contare, non ci resta che mandargli un abbraccio ed un “in bocca al lupo”, augurandoci di sentire ancora per molti anni i suoi “fuksiah in 4K HDR”. A Roma dicono “daje”, dalle nostre parti “mai molar”…

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