FORMULA 1 | GP AUSTRALIA 2026 Russel, come da copione…George Russell vince il GP d’Australia 2026, rispettando “in Toto” il pronostico della vigilia, che dava la Mercedes per favorita. Lo spilungone inglese, dopo un’esitazione al via causata da un momentaneo blackout della parte elettrica, ha imposto un ritmo che per gli avversari, Ferrari a parte, è apparso da subito insostenibile, portando a casa la prima vittoria stagionale davanti al compagno di squadra Antonelli, bravo ad arraffare una prima fila in qualifica dopo aver distrutto la sua freccia d’argento nelle libere.
Il cambio regolamentare sulle power unit (ormai parlare semplicemente di motori sembra che equivalga a bestemmiare in chiesa) ha dato però l’impressione di rendere questa nuova Formula Uno un po’ “innaturale”, con i piloti costretti a fare strani giochetti, in alcuni tratti della pista, per recuperare energia e ricaricare la parte elettrica, giochetti che ricordano quelli che si fanno con una vettura ibrida di serie per attraversare un centro abitato solo in elettrico. Il duello iniziale tra Russell e Leclerc, bravissimo ad approfittare delle difficoltà in partenza della Mercedes ed a sfruttare la turbina più piccola della Ferrari, che dovrebbe garantire un minor ritardo di risposta, è apparso estremamente artificiale, per non dire finto, soprattutto vedendo le monoposto perdere di colpo 40 km orari in rettilineo.
La Ferrari, apparsa comunque l’unica squadra in grado di poter dare filo da torcere alle Mercedes, non è riuscita a fare a meno di dare sfogo al proprio consueto autolesionismo, commettendo il clamoroso errore strategico di non approfittare della virtual safety car, provocata dal ritiro dello sfortunato Hadjar, tradito dal V6 Ford della sua Red Bull, per cambiare le gomme, al contrario di Russell e Antonelli, suscitando così le ennesime perplessità di Hamilton, che ha giustamente invocato almeno una strategia differenziata. Un nuovo capitolo per i suoi dossier? L’inglese, autore di una gara gagliarda e di sostanza, chiuderà comunque quarto dietro alle Mercedes ed al suo compagno di team Leclerc, sempre pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Per entrambi resta tuttavia il rammarico di aver visto una gara forse compromessa da un grave errore tattico, senza il quale si sarebbe potuta mettere maggiore pressione alle monoposto di Brackley, magari costringendo Russell ed Antonelli, autore di un’ottima rimonta dopo una partenza balbettante, a spremere maggiormente le loro vetture.
Va sottolineato però un dato di fatto oggettivo: nel momento in cui si inaugura un nuovo ciclo tecnico, a prescindere da quanto possa apparire discutibile agli appassionati ed agli addetti ai lavori, la Mercedes, quando scopre le sue carte, si rivela sempre un anno avanti rispetto alla concorrenza, pertanto non ci stupiremmo se questo 2026 si rivelasse una sorta di replica del 2014, quando entrammo nell’era turbo-ibrida. Se a ciò aggiungiamo una coppia di piloti dal potenziale enorme, con un Russell esperto ed ormai maturo per giocarsi il titolo ed un Antonelli avviato alla definitiva consacrazione, che quest’anno potrebbe anche sfociare in un paio di vittorie, il gioco è fatto.
Tornando ai comuni mortali, quinto un opaco Norris, la cui Mc Laren è apparsa la brutta copia della macchina che, lo scorso anno, lo ha fatto diventare campione del Mondo. L’inglese ha preceduto il suo amico-nemico Verstappen, bravo a rimontare sino alla sesta posizione dopo essere partito dal fondo a causa dell’inspiegabile incidente in cui è incappato all’inizio delle qualifiche e sul quale torneremo a soffermarci, dato che anche a Piastri è successo qualcosa di simile.
Note di encomio per i giovani leoni Bearman, settimo e solido come sempre e per l’esordiente Lindblad, ottavo con la Toro Rosso (o-come-cavolo-si-chiama-l’ex-Minardi), un talento estremamente interessante che, si spera, non diventi l’ennesima vittima del tritacarne Red Bull, ma considerando la ristrutturazione dell’organico del team e soprattutto il tardivo pensionamento del Dottor Marko, ci si può abbandonare ad un cauto ottimismo.
Tornando a parlare degli incidenti di Verstappen e Piastri, provocati da un repentino bloccaggio del retrotreno che, nel caso dell’australiano, si è verificato nei giri di schieramento impedendogli così di prendere il via nella gara di casa, rimane la sensazione che qualcosa vada rivisto in queste nuove power unit, sia per evitare di assistere a duelli sfalsati come quello tra Leclerc e Russell nei primi giri, sia per evitare che un piccolo problema tecnico possa innescare rovinose uscite di pista. Per non parlare del fatto che venendo a mancare la potenza della parte elettrica, le vetture si ritrovano a perdere un buon 30 per cento di potenza in pieno rettilineo con il rischio di provocare pericolosi tamponamenti, soprattutto su certe piste. Quali gare dovremo aspettarci a Monza o in Canada?
L’imbarazzo di Tombazis nelle interviste era evidente, per cui speriamo che nei prossimi GP la federazione apporti i dovuti correttivi, sia per garantire la sicurezza dei piloti, sia per salvare la purezza delle competizioni. Anche se sappiamo che spesso, per la FIA, questi temi sono importanti quanto la Democrazia per Stalin.
Arrivederci fra una settimana a Shangai, che con i suoi infiniti rettilinei darà parecchi grattacapi a piloti ed ingegneri.

