FORMULA 1 | GP QATAR 2025 Hannah Schmitz, pardon, Max Verstappen, vince il GP del Qatar, disputatosi sul bellissimo circuito di Losail, grazie soprattutto al clamoroso errore strategico del muretto Mclaren che non ha approfittato della Safety Car al settimo giro per cambiare le gomme ai suoi piloti.
Benché il weekend fosse iniziato nel migliore dei modi per il team di Woking, favoritissimo sulla carta con un Piastri apparso particolarmente a suo agio tra i curvoni del tracciato emiratino al punto di dominare la gara sprint del sabato, le famigerate papaya-rules imposte da Brown e Stella hanno innescato l’ennesimo disastro, che, oltre a buttare nel water una vittoria praticamente certa, rischia seriamente di compromettere la corsa all’Iride di Norris, che si presenterà all’ultima gara di Abu Dhabi con un vantaggio di soli dodici punti su Verstappen. Una catena di errori già vista l’anno scorso, in Canada e a Barcellona ad esempio, sulla quale si poteva chiudere un occhio quando non c’era ancora in ballo un titolo mondiale, ma che ora è assolutamente imperdonabile. Oltretutto, sapendo che Pirelli aveva imposto la regola di non superare i venticinque giri con un singolo treno di gomme, non differenziare la strategia tra Lando e Oscar ha impedito a quest’ultimo di difendersi da Max, consentendo all’olandese di portarsi al comando grazie anche alla geniale intuizione di Hannah Schmitz, la maga delle strategie del box della Red Bull, prontissima a richiamarlo ai box quando l’incidente di Hulkenberg ha provocato l’uscita della Safety car.
Lo scenario che si prospetta per Norris all’ultima gara è quasi apocalittico, considerando che Yas Marina è una pista favorevole alla Mercedes quanto Losail lo era per la Mclaren. Non ci è dato sapere quanto aumenterà il suo consumo di ansiolitici, ma siamo certi che Norris si presenterà ai cancelli del circuito di Yas marina con due occhiaie profonde quanto un cratere lunare.
Dal caos della Safety car e della girandola dei cambi-gomme emerge il solito solidissimo e concretissimo Sainz, bravo ad arraffare il suo secondo podio stagionale con una Williams che gli risulta sempre più congeniale e che, nell’ipotesi in cui riesca a mantenere questo trend anche l’anno prossimo, potrebbe dargli soddisfazioni anche maggiori, con buona pace di un Albon sempre più ridimensionato.
Il pasticciaccio brutto del box Mc Laren avrebbe costretto Norris a ritrovarsi addirittura dietro ad Antonelli, sempre più in palla e nuovamente davanti a Russell, tuttavia una banale sbavatura del bolognese nel finale, uscito un po’ largo da una curva, avrebbe consentito all’inglese di chiudere comunque quarto, recuperando così due punti che valgono oro.
L’ingenuo errore di Kimi non ha mancato di scatenare le ire di Helmut Marko, il quale, in preda ad uno dei suoi soliti deliri, ha accusato il pilota della Mercedes di aver fatto sfilare Norris intenzionalmente, innescando così un vero e proprio incidente diplomatico che avrebbe poi costretto il povero Lambiase ad intavolare trattative di pace con Toto Wolff. L’ingegnere italo-inglese ci fa sempre più pena, costretto com’è a sopportare sia l’ego ipertrofico di Verstappen che le farneticazioni di un vecchio trombone tossico come Marko. Lambiase santo subito.
E la Ferrari? Non pervenuta, nonostante le dichiarazioni di John Elkann in settimana riguardo ad un sensibile miglioramento del passo. Si sa che c’è una consolidata tradizione di sfiga a camionate quando i vertici di Fiat/Stellantis mettono il naso o la lingua nella gestione e nelle performance del team di Maranello, tradizione instaurata sin dai tempi di Marchionne, per cui Vettel, anziché suggerire a Hamilton di migliorare il suo italiano, dovrebbe regalargli qualche amuleto. Sir Lewis, penalizzato ancora una volta da una qualifica disastrosa, è riuscito a rimontare dal diciassettesimo al dodicesimo posto, mentre Leclerc, mai inquadrato, ha chiuso ottavo approfittando della foratura patita da Hadjar. Fortunatamente manca solo una gara, poi si spera che il calvario abbia fine.
Nota di encomio per Leonardo Fornaroli, che si è aggiudicato il titolo di F2 entrando così nel programma giovani della Mclaren, sperando che ciò non significhi limitarsi ad importare papaya a Piacenza. Arrivederci domenica ad Abu Dhabi per il gran finale di un campionato che la Mc Laren è riuscita a complicarsi più di quanto non facesse la Williams negli anni Ottanta.

