FORMULA 1 | GP LAS VEGAS 2025 Max Verstappen domina a modo suo il GP di Las Vegas, approfittando di un’incertezza del poleman Norris al via, riproponendo così un copione visto sin troppe volte nelle scorse stagioni, tuttavia la gara disputata sul veloce cittadino del Nevada verrà ricordata soprattutto per la clamorosa squalifica di entrambe le Mc Laren, determinata dell’eccessiva usura del fondo. Un errore grave da parte del team guidato da Andrea Stella, che, di fatto, riapre il campionato permettendo a Max di presentarsi negli ultimi due weekend a soli 24 punti da Lando. Il sospetto è che, in vista della conclusiva trasferta negli Emirati, lo stia tartassando di messaggi del tipo: “sto arrivando”.Piastri, che a prescindere dalla squalifica, sembra ormai diventato l’ombra del pilota freddo e determinato che si era visto fino a Baku e nella città del vizio non è andato oltre un anonimo quinto posto, come ormai spesso gli succede (quinto posto che sarebbe divenuto poi quarto grazie alla penalità inflitta ad Antonelli al via), ma a Norris questa doccia fredda è costata una seconda piazza che, in termini di punti, valeva oro. Non vorremmo che i famigerati nove millimetri al di sotto del limite si trasformassero per l’inglese in una nove millimetri da usare contro qualcuno. Ne avrebbe ben donde.
Al di là dello strascico di inevitabili polemiche di questa vicenda, che potrebbe rivelarsi decisiva per l’esito del Mondiale, il vero protagonista del GP di Las Vegas è stato Kimi Antonelli, autore di una strepitosa rimonta che l’ha visto chiudere quinto sotto la bandiera a scacchi (in realtà quarto, ma con cinque secondi di penalità), per poi, complice la doppia squalifica dei papaya-boys, ritrovarsi sul gradino più basso del podio alle spalle di Verstappen e di un Russell un po’ sottotono.
Il bolognese, reduce da una qualifica disputatasi sul bagnato ed in condizioni di aderenza talmente scarsa da richiedere l’utilizzo di pneumatici full-wet, grazie ad un grandissimo passo di gara e ad una strategia ad una sola sosta, che l’ha costretto ad uno stint di ben quarantotto giri su gomme dure, è stato strepitoso nel resistere a Piastri e Leclerc nel finale chiudendo, come dicevamo, quarto. L’espressione di stupore di Verstappen quando, immediatamente dopo l’arrivo, se l’è visto comunicare dallo stesso Kimi, era emblematica. A questo punto possiamo tranquillamente affermare che Antonelli, nella sua stagione d’esordio, pur non avendo ancora centrato il guizzo di una vittoria, ci ha letteralmente fatto sognare e l’atteggiamento da “mentore” ostentato da Verstappen sin dall’autoscontro di Zeltweg, risuona un po’ come una conferma. Peccato solo per quei cinque secondi di penalità, rimediati per un movimento quasi impercettibile al momento dello start, ma si sa, i sensori sono come le mogli: non ci si ragiona…
E la Ferrari?
Dopo le pesanti dichiarazioni di John Elkann, atteggiatosi a direttore mega-galattico di fantozziana memoria, a prescindere dalla sua reale competenza in materia di motorsport e di F1 in particolare, Hamilton e Leclerc sono apparsi particolarmente arrancanti su una pista che, sulla carta, non appariva poi così sfavorevole alle monoposto di Maranello, tuttavia, circostanze davvero fantozziane, come incorrere in un acquazzone nel deserto del Nevada durante le qualifiche, con tutto ciò che ne consegue, fanno passare in secondo piano le prestazioni superlative dei piloti al volante di quello che verrà ricordato come un bidone dell’umido spacciato per macchina da corsa quale la SF25 si è rivelata nel corso della stagione. Leclerc ci ha messo del suo, correndo letteralmente impiccato, pertanto il suo team radio “sto guidando come un animale” suona emblematico. Il monegasco non è mai riuscito però a risultare davvero incisivo ed andare oltre un sesto posto alle spalle di Antonelli, poi diventato quarto a causa della squalifica delle Mc Laren. Dal canto suo sir Lewis sta portando avanti questa via crucis, al termine della quale mancano ormai solo due tappe, chiudendo decimo dopo essere scattato dall’ultima casella in griglia. Un’ottima rimonta, portata avanti soprattutto nelle fasi iniziali, che tuttavia rimane ben al di sotto delle aspettative di inizio stagione. Resta solo da sperare che il sette volte campione del Mondo, con i suoi dossier, sia riuscito a mettere il becco nella progettazione della vettura del 2026, in modo da evitare che la vittoria nella sprint in Cina rimanga un caso isolato.
Nota di encomio in negativo alla race direction: vedere commissari operare in una via di fuga mentre in pista sopraggiunge il gruppone in piena velocità è inaccettabile anche per l’RSPP di un solettificio, per cui sarebbe ora che qualcuno, nella stanza dei bottoni, si facesse una bella ripassata sul concetto di gestione del rischio.
Per quanto ci riguarda, non ci sbilanciamo troppo su pronostici riguardo alle due gare conclusive. Possiamo dire che Norris ha buone possibilità di centrare un en plein in Qatar, mentre Abu Dhabi potrebbe vedere la Mercedes protagonista, il tutto con la variabile impazzita di un Verstappen che, non avendo nulla da perdere, si sta solamente divertendo, il che lo rende ancora più temibile.
Arrivederci domenica prossima sul mega kartodromo di Losail, in attesa di vedere come si svilupperanno le improbabili voci di mercato sul futuro di Leclerc in Aston Martin…

