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FORMULA 1 | GP GRAN BRETAGNA 2025 | I Re della pioggia

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Gran Bretagna 2025 | Nico Hulkenberg

FORMULA 1 | GP GRAN BRETAGNA 2025 | Si sa che sull’isola di Albione il meteo è ballerino, per cui uscire di casa con l’ombrello nonostante un sole splendente è diventato uno stereotipo iconico: un colpo di vento si porta dietro due nubi che rilasciano uno scroscio, poi un altro colpo di vento se le porta via con il risultato di lasciarci uno di quei meravigliosi cieli british, dove l’azzurro costellato da stratocumuli è più azzurro che mai, dove il verde dei prati è più verde che mai e se a tutto ciò si aggiunge un muro diroccato soffocato dall’edera, il cuore si stringe, rapito dalla particolarità dell’atmosfera. Se a tutto ciò, aggiungiamo il fatto che stiamo parlando della patria dell’automobilismo sportivo moderno, per cui, inseriamo in questo contesto un autodromo che avrebbe una lunga storia da raccontare sin da prima di diventare tale.  Se aggiungiamo anche un tizio che si costruisce una lunghissima ed apprezzatissima carriera nel motorsport, che, suo malgrado, si trasforma un po’in “una vita da mediano”, allora c’è il rischio che si stia scrivendo una pagina leggendaria. Il 6 Luglio 2025 questa pagina leggendaria l’ha scritta Nico Hulkenberg, centrando il suo primo podio a quindici anni dal debutto e la bellezza di 239 partenze.

Il tedesco della Sauber-quasi-Audi era scattato addirittura dalla diciannovesima posizione, ma nel caos provocato dal violento acquazzone abbattutosi su Silverstone intorno al ventesimo giro, è riuscito a mettere in atto un’incredibile rimonta, anche grazie al perfetto tempismo con il quale il suo muretto, capeggiato da Mattia Binotto, ha gestito la sequenza dei cambi gomme. La sua grande esperienza gli ha poi permesso di rintuzzare gli attacchi di uno scatenato Hamilton nel finale, inducendo addirittura il campione inglese a commettere qualche errore di troppo, con il risultato di non salire sul podio nella gara di casa, come è sempre successo dal 2013 in avanti.

La gara è stata comunque dominata dalle Mclaren, con Norris che ha preceduto Piastri, penalizzato di dieci secondi per una manovra irregolare in regime di Safety Car, episodio che analizzeremo in seguito. Va comunque sottolineato che il buon Lando si sta dimostrando psicologicamente sempre più tosto e consapevole del proprio potenziale, a prescindere da chi tra i due papaya-boys si aggiudicherà il titolo, dato che ormai le monoposto di Woking sembrano di un’altra categoria. Del resto, Ron Dennis aveva previsto tutto ciò in una famosa intervista di una decina d’anni fa, dichiarando testualmente “torneremo a vincere e lo faremo dominando”, pertanto sembra che ora l’ex team manager sia subissato di telefonate di gente che gli chiede i numeri del superenalotto o quando dipartirà la suocera.

L’episodio chiave della gara è stata appunto l’assurda inchiodata di Piastri mentre la vettura di sicurezza, entrata per un tamponamento di Hadjar ai danni di Antonelli nel momento in cui la pioggia cadeva più intensa, si accingeva a rientrare ai box, inchiodata che ha costretto Verstappen a superare l’australiano, in quel momento leader della gara. Un errore banale o un inutile tentativo di giocare sporco? La sua espressione nel post gara ci induce a sospettare che Oscar non fosse in malafede, ma abbia commesso un’enorme ingenuità, sapendo inoltre che Verstappen, partito dalla pole grazie ad un assetto molto scarico, stava faticando parecchio per tenere in strada una Red Bull inguidabile sul bagnato quanto un’Alfetta sul ghiaccio; non a caso l’olandese sarebbe incappato in un testa-coda subito dopo.

Se in casa Sauber si è festeggiato un podio che vale quanto una vittoria, la Mercedes è andata completamente nel pallone, sbagliando clamorosamente le strategie sia con Russell che con Antonelli, indipendentemente dal ritiro di quest’ultimo in seguito all’incidente con Hadjar. L’inglese chiuderà decimo, vanificando così il buon quarto posto rimediato in qualifica. Una gestione tattica fallimentare che può essere spiegata solo con l’eccessivo consumo di Guinness da parte di qualcuno.

La Ferrari invece, nonostante la delusione per il podio mancato da sir Lewis, ha mostrato comunque un passo discreto, benché ottenuto puntando su assetti un po’ esasperati, che hanno costretto entrambi i piloti a lasciarsi scappare qualche sbavatura. La nota positiva è che pare che a Maranello abbiano deciso di rivedere a fondo la tanto sbandierata sospensione anteriore, con buona pace di Hamilton che insiste per puntare tutto sullo sviluppo della monoposto del prossimo anno. Nel frattempo Vasseur non ha ancora rinnovato il contratto come team principal, rendendo sempre più fondati i nostri sospetti sul profilarsi di un periodo di “purghe hamiltoniane”, anche alla luce del fatto che il campione inglese ha un suo particolare filo diretto con John Elkann.

Arrivederci a fine mese su quello che forse è il nostro circuito preferito, ovvero Spa-Francorchamps, che non a caso molti hanno ribattezzato “l’università della Formula Uno”.

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