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FORMULA 1 | GP OLANDA 2025 | Quasi un tuffo nel passato…

by Massimiliano Franchetto
Formula 1 | GP Olanda 2025 ! Oscar Piastri

FORMULA 1 | GP OLANDA 2025 Oscar Piastri vince con un dominio assoluto il GP d’Olanda, disputatosi sul tecnicissimo circuito di Zandvoort, tuttavia la gara verrà ricordata per una serie di episodi che, in chi ha i capelli grigi, hanno scatenato una vera e propria tempesta di ricordi, rimandando a situazioni che hanno contribuito a fare la storia del Motorsport.

Pronti via ed allo spegnimento dei semafori Verstappen, partito con gomme soft sperando in una pioggia che poi non è arrivata, si inserisce tra le Mclaren grazie ad un numero d’alta scuola, per poi, quando qualche giro dopo le sue coperture sarebbero andate in crisi, essere di nuovo infilato da Norris all’esterno della curva Tarzan, mettendo così in scena la fotocopia del sorpasso di Villeneuve a Jones nel ’79.

Dietro di loro Hadjar, la sorpresa del weekend, riesce senza troppa difficoltà a tenere sotto controllo Leclerc, autore di un altro bel sorpasso ai danni di Russell. La gara del monegasco passerà comunque alla storia per la sua proverbiale sfortuna, sulla quale si potrebbe aprire un capitolo a parte, ma anche per il suo duello rusticano con l’inglese: dopo aver perso la posizione dallo spilungone della Mercedes per essersi  fermato esattamente il giro prima dell’ingresso della safety-car, provocato dal botto di Hamilton, sul quale ci soffermeremo in seguito, tenta un attacco impossibile superandolo praticamente sulla ghiaia, rimandando anche qui la memoria al numero di Zanardi con Brian Herta a Laguna Seca, cosa inconcepibile nell’era dei track-limits. Fortunatamente la direzione di gara ha avuto il buon senso di non penalizzare Charles, altrimenti la F1 avrebbe smesso di avere senso.

La gara del monegasco sarebbe poi stata distrutta da un erroraccio di Antonelli che, tentando di superare Leclerc appena uscito dai box, lo speronava malamente. È chiaro che il bolognese, approfittando del fatto di avere già gli pneumatici in temperatura, doveva assolutamente provarci, tuttavia l’eccesso di foga ed un po’ di inesperienza l’hanno tradito. Peccato perché sin lì era stato protagonista di una bella rimonta su una pista non proprio favorevole alla Mercedes.

Chissà perché, ma a noi sono subito venuti in mente Prost e Piquet nell’edizione del 1983, con il brasiliano spedito contro le barriere dal francese.

Tornando alla Ferrari, il  dato di fatto che emerge rimane comunque la cronica mancanza di velocità, che non ha mai permesso a Hamilton di entrare seriamente in gara, spingendolo a compiere un errore tutto sommato banale, frutto anche del clima di esasperazione che lo attanaglia in questo periodo, tra voci assolutamente infondate di ritiro e dossieraggi vari relativi alla ristrutturazione in corso del team in ottica 2026.

La gara è comunque proseguita nell’idea di farci assistere ad una doppietta Mclaren a Zandvoort, esattamente quarant’anni dopo Lauda e Prost, in occasione dell’ultima vittoria del campione austriaco, idea che stava già scatenando le sinapsi di milioni di appassionati, tuttavia, a pochi giri dalla fine, il Fato si è messo di traverso ai danni del povero Norris, costringendolo al ritiro per un problema tecnico, una scena che nella F1 attuale è diventata del tutto inusuale. Noi non sappiamo se il buon Lando, fermo a bordo pista, abbia versato qualche lacrima prima di togliersi il casco, però non abbiamo potuto fare a meno di pensare ad Hakkinen a Monza, uscito di pista alla variante Goodyear per la rottura di una sospensione, per poi venire consolato  dalle amichevoli pacche sulla spalla di un carabiniere.

La nota di encomio va naturalmente ad Hadjar, velocissimo per tutto il weekend, a prescindere dal fatto che il podio sia frutto del ritiro di Norris. Il francese, che ricordiamo è nella sua stagione di debutto, si sta candidando sempre di più a prendere il posto di Tsunoda l’anno prossimo, sperando però di non diventare l’ennesima vittima del tritacarne Red Bull.

Arrivederci a Monza, dove sarà estremamente difficile assistere ad una vittoria di Leclerc, benché sia ormai palese che l’aria della Brianza lo carichi quanto i boschi di Hockenheim caricavano Berger, tanto per sbloccare altri ricordi.

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